Flessibilità implicita vs esplicita

Ogni asset collegato alla rete può creare valore in due modi principali. A partire da luglio 2026, questa differenza determinerà il modo in cui i gestori di asset, i rivenditori di energia e gli operatori di flotte progetteranno i propri servizi. Il primo modo è “silenzioso”: utilizzare la rete nei momenti più opportuni per ridurre i costi operativi. Il secondo è “rumoroso”: raggruppare gli asset e vendere la loro capacità di rispondere alla rete sotto forma di servizi ausiliari. Questi sono noti come flessibilità implicita ed esplicita. La maggior parte dei portafogli ne utilizza solo una, ma i risultati migliori si ottengono combinandole entrambe.
Il percorso tranquillo: tempi migliori, costi inferiori
La flessibilità implicita consiste nell’adattare ogni risorsa in base ai segnali di prezzo. Spostare la ricarica e il consumo energetico nelle fasce orarie più economiche grazie a tariffe dinamiche. Ridurre i picchi di consumo che aumentano i costi di capacità per i vostri clienti. Immagazzinare l’energia solare in eccesso in una batteria invece di venderla a un prezzo basso per poi acquistare energia a caro prezzo in un secondo momento. Per farlo non è necessaria l’approvazione del mercato e i risparmi si riflettono direttamente sui vostri costi operativi.
Questo approccio sta acquisendo sempre più valore. Con la tariffazione dinamica a intervalli di un quarto d’ora, le variazioni dei prezzi all’ingrosso incidono ormai direttamente sugli utenti finali. Nei giorni caratterizzati da forti oscillazioni dei prezzi, la differenza tra le fasce orarie più economiche e quelle più costose può essere notevole. Anche spostando solo una piccola parte del consumo energetico del proprio portafoglio verso le fasce orarie più economiche è possibile ottenere questi risparmi ogni giorno, senza alcun rischio di mercato. Per i rivenditori o gli OEM con molti dispositivi connessi, i piccoli risparmi su ogni singolo asset si traducono in un vantaggio concreto.
La via più rumorosa: servizi ausiliari e partecipazione al mercato
La flessibilità esplicita significa trasformare la propria capacità di rispondere alle esigenze della rete in un servizio che si può vendere. Gli operatori di trasmissione acquistano riserve come FCR, aFRR e mFRR per mantenere stabile la rete. Anche gli operatori di distribuzione stanno iniziando ad acquistare flessibilità locale per gestire la congestione. I meccanismi di capacità remunerano la disponibilità quando necessario. I mercati all’ingrosso e infragiornalieri premiano chi è in grado di modificare i propri consumi energetici al variare dei prezzi.
Iniziare con la flessibilità esplicita è più difficile. Esistono regole relative alle dimensioni minime delle offerte, alla rapidità di risposta richiesta, alle modalità di misurazione delle prestazioni e alle penali in caso di mancato adempimento. Una singola pompa di calore, un caricabatterie o una batteria, di per sé, solitamente non soddisfa i requisiti. Ma quando si combinano più risorse in una centrale elettrica virtuale, queste possono soddisfare tali requisiti ed entrare nel mercato. Ciò sblocca nuove fonti di ricavo che l’ottimizzazione implicita da sola non può garantire: pagamenti per il valore che il proprio portafoglio apporta all’intero sistema, oltre ai risparmi che ogni singola risorsa già garantisce.
Perché impilare è meglio che scegliere
Questi due approcci funzionano bene insieme perché danno il meglio di sé in momenti diversi. In molti mercati europei, i prezzi dei servizi ausiliari sono scesi a causa della crescente concorrenza nel settore delle batterie; affidarsi quindi a un unico mercato è rischioso. Un portafoglio che punta di default al risparmio sui costi, vende le riserve quando i prezzi sono favorevoli e opera in condizioni meteorologiche instabili può trarre valore da ogni situazione e contribuire a far ammortizzare più rapidamente gli investimenti.
È facile parlare di “stacking”, ma metterlo in pratica è una vera sfida. Quando si destina una capacità a un mercato di riserva, non è possibile utilizzarla contemporaneamente per l’ottimizzazione tariffaria. Vendere due volte la stessa risposta viola le regole. Ogni decisione deve inoltre tenere conto delle esigenze di ciascun asset: i veicoli devono essere pronti a partire, gli edifici devono garantire un ambiente confortevole e le batterie devono rimanere entro i propri limiti.
FLEXO risolve questo problema di co-ottimizzazione collegando le diverse risorse, prevedendone la disponibilità e selezionando la soluzione più vantaggiosa dal punto di vista commerciale, in modo che ogni risorsa garantisca il massimo rendimento.
Da dove cominciare
Iniziate con l’approccio “silenzioso”, per poi passare a quello “rumoroso”. L’ottimizzazione implicita non richiede l’approvazione del mercato e, di norma, ripaga da sola l’investimento in connettività e controllo. Una volta che le vostre risorse sono connesse e siete in grado di prevederne l’utilizzo, l’aggiunta di servizi ausiliari rappresenta un piccolo passo successivo. Le aziende che seguono questa sequenza sviluppano gradualmente i ricavi derivanti dalla flessibilità, con ogni livello che sostiene quello successivo.
FAQ
Qual è la differenza tra flessibilità implicita ed esplicita?
La flessibilità implicita consiste nell’adeguare il proprio consumo energetico in base ai segnali di prezzo, il che si traduce in una bolletta più bassa: ore di ricarica più economiche, picchi di consumo ridotti e un migliore utilizzo della propria energia solare. La flessibilità esplicita consiste invece nel vendere la propria capacità di rispondere alla rete, attraverso prodotti quali FCR, aFRR, mFRR, servizi di congestione o meccanismi di capacità.
Che cos’è il “revenue stacking” nel settore della flessibilità?
Combinare entrambi gli approcci in un unico portafoglio significa adottare l’ottimizzazione delle fatture come strategia principale, vendere le riserve quando i prezzi sono favorevoli e effettuare operazioni di trading in periodi di volatilità meteorologica. La combinazione di questi approcci è preferibile rispetto all’affidarsi a un unico mercato, poiché ciascuno di essi offre il massimo valore in momenti diversi. Tuttavia, è necessario disporre di uno strumento di ottimizzazione che garantisca di non vendere mai due volte la stessa capacità.
Da dove dovrebbe partire un portafoglio?
Inizia con un approccio graduale. L’ottimizzazione implicita non richiede l’approvazione del mercato e solitamente copre i costi di connessione e gestione delle tue risorse. Una volta che le tue risorse sono connesse e sei in grado di prevederne l’utilizzo, entrare nei mercati espliciti rappresenta un piccolo passo successivo.







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